Adesione a forme di previdenza complementare da parte di pensionati

pensione 9Anche per le numerose richieste pervenuteci, crediamo sia opportuno fare delle precisazioni in merito alla possibilità per i pensionati di aderire alle forme pensionistiche complementari, riferendoci a quanto stabilisce in proposito il decreto n. 252 del 5 dicembre 2005.

Al riguardo, sotto il profilo normativo rispondono le disposizioni contenute negli articoli 8, comma 11, e n. 11, comma 2 del citato decreto.

In particolare secondo l’articolo 8, comma 11, “La contribuzione alle forme pensionistiche complementari può proseguire volontariamente oltre il raggiungimento dell’età pensionabile prevista dal regime obbligatorio di appartenenza, a condizione che l’aderente, alla data del pensionamento, possa far valere almeno un anno di contribuzione a favore della forma di previdenza complementare. E’ fatta salva la facoltà del soggetto che decida di proseguire volontariamente la contribuzione, di determinare autonomamente il momento di fruizione delle prestazioni pensionistiche”.

Secondo l’articolo 11, comma 2,Il diritto alla prestazione pensionistica si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza, con almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari”.

Una prima considerazione riguarda gli anni di contribuzione piuttosto che di partecipazione. Infatti, per poter proseguire volontariamente la contribuzione a una forma di previdenza complementare oltre il raggiungimento dell’età pensionabile, l’aderente deve aver versato almeno un anno di contribuzione; mentre per poter fruire delle prestazioni sono richiesti almeno 5 anni di partecipazione (e non di versamento contributivo).

Una seconda considerazione è che l’ordinamento non disciplina specificatamente la possibilità di adesione dei pensionati ma si limita a prevedere la facoltà di continuare a contribuire anche oltre il raggiungimento dell’età pensionabile (purché alla data del pensionamento l’iscritto possa far valere almeno un anno di contribuzione). Il punto nodale della questione risiede nell’interpretazione della espressione “raggiungimento dell’età pensionabile” e “data del pensionamento” contenute nel citato articolo 8, comma 11 del decreto.

Sul punto, la Commissione di Vigilanza, in data 24 gennaio 2008, si è espressa ritenendo che per raggiungimento dell’età pensionabile, possa intendersi, in assenza di ulteriori specificazioni, il compimento dell’età prevista nel regime obbligatorio di appartenenza per il conseguimento dell’età pensionabile di vecchiaia. Tale interpretazione, per logica connessione, può essere ricondotta anche al successivo riferimento ” alla data del pensionamento“.

In base a quanto sopra, è dunque preclusa l’adesione a forme di previdenza complementare per i pensionati titolari di pensione di vecchiaia o, comunque,, per coloro che abbiano raggiunto il limite di età previsto per il conseguimento di tale trattamento pensionistico. Per tali pensionati è possibile quindi  solo continuare a versare contributi su posizioni aperte almeno un anno prima della data del pensionamento.

Esempio: Un Consulente del lavoro che nel 2015 avesse compiuto 66 anni di età (requisito anagrafico in vigore nella ENPACL per la pensione di vecchiaia), non ancora iscritto a una forma di previdenza complementare, non può aderire. Nel caso in cui, invece, fosse già iscritto da almeno un anno (prima del compimento del 65° anno di età) può proseguire volontariamente la contribuzione.

Differente è invece la posizione dei pensionati titolari di pensione di anzianità che non abbiano raggiunto l’età pensionabile prevista nel regime obbligatorio di appartenenza per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia.

Per tali soggetti, l’adesione a una forma di previdenza complementare appare possibile in presenza della medesima condizione prevista per continuare a contribuire indicata dall’articolo 8, comma 11, e sopra richiamata, ossia della circostanza che l’iscrizione avvenga almeno un anno prima del compimento dell’età pensionabile, come sopra intesa, stabilita per il regime di previdenza obbligatoria di appartenenza.