DDL concorrenza e novità in materia di previdenza complementare

Doppio intervento del DDL concorrenza 2017 in materia di previdenza complementare. La legge sulla concorrenza è stata approvata in via definitiva dal Senato il 2 agosto scorso.

Si tratta di due misure che possono essere lette come complementari e che riguardano rispettivamente il trattamento di fine rapporto e la cessazione dell’attività lavorativa.

 

IL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

 

Il decreto 252/2005 disciplina il conferimento del trattamento di fine rapporto maturando alle forme di previdenza complementare nella misura del 100%. La novità introdotta dal DDL concorrenza prevede che d’ora in avanti i contratti e gli accordi collettivi, anche aziendali possono anche stabilire la percentuale minima di TFR maturando da destinare alla previdenza complementare. In assenza di tale indicazione il conferimento è totale.

I lavoratori potranno decidere una percentuale del 5% oppure del 10% oppure il 30% a seconda della realtà aziendale o di settore. Questa “libertà di scelta”  dovrebbe fugare il principale timore da parte dei potenziali aderenti.

 

ANTICIPO DELLA RENDITA

 

L’altro intervento del DDL concorrenza riguarda l’anticipo della rendita a coloro che sono rimasti inoccupati da oltre 24 mesi, indipendentemente dal periodo che manca alla maturazione dei requisiti per la pensione. Il pagamento della rendita, su richiesta dell’aderente, potrà avvenire cinque anni prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia e/o anticipata, con la possibilità che gli statuti e i regolamenti delle forme di previdenza complementare arrivino a un anticipo fino a dieci anni.

 

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale l’imposta sostitutiva dovrebbe essere del 15%, con una riduzione per ogni anno di adesione superiore a 15, ma su questo aspetto si attende un chiarimento da parte del Ministero dell’economia.

Il decreto 252/2015 prevedeva finora il riscatto totale della posizione a fronte di un periodo di inoccupazione superiore a 48 mesi. Confermata la possibilità di riscatto parziale della posizione nella misura del 50% di quanto maturato in caso di inoculazione da almeno 12 mesi, o in caso di procedure di mobilità e cassa integrazione.

 

Con questi interventi della legge sulla concorrenza la previdenza complementare diventa, a tutti gli effetti, una parte integrante del sistema degli ammortizzatori sociali. Si tratta di un ulteriore passo in avanti allo schema, per ora sperimentale, di APE (anticipo pensionistico volontario) e RITA (rendita integrativa temporanea anticipata), così come prevede la legge di bilancio 2017.

 

ULTERIORI INTERVENTI

 

La legge sulla concorrenza contiene poi altre misure minori di raccordo: in caso d’invalidità permanente superiore a due terzi viene confermato il divieto di riscatto della posizione nel quinquennio precedente la maturazione del requisito per la pensione pubblica, periodo che ora può essere esteso sino a dieci anni.