Investire con la formula PAC

PACCi sono essenzialmente due modalità per investire il proprio risparmio: l’investimento in un’unica soluzione (il cosiddetto PIC) i il versamento a rate periodiche (piano di accumulo, in sigla PAC). In quest’articolo ci occuperemo della seconda tipologia di investimento, il PAC.

Caratteristiche

Quando si decide di investire in un PAC ci sono alcune scelte da dover fare:

  1. la tipologia di linea d’investimento(azionaria, bilanciata, obbligazionaria, Paesi emergenti, Italia, Europa, America, etc.);
  2. la frequenza del versamento (mensile, trimestrale, semestrale, etc.);
  3. la durata del piano dei versamenti (3 anni, 5 anni, 10 anni, 15 anni, etc.).

A tal proposito è bene ricordare che, proprio per le sue caratteristiche, è consigliabile scegliere linee d’investimento non obbligazionarie, bensì bilanciate e/o azionarie; più è lunga la durata e maggiori saranno le possibilità di ottenere buoni risultati. Per quanto riguarda l’importo della rata evidentemente  la scelta è in funzione della disponibilità di risparmio di ciascuno. E’ importante sottolineare anche la massima flessibilità dello strumento che permette di modificare la frequenza dei versamenti, l’importo della rata, sospendere e riprendere i versamenti in qualsiasi momento e senza alcuna penalità. L’adesione al PAC consente inoltre di disinvestire (riscattare se si tratta di un prodotto assicurativo) in tutto o in parte le quote accumulate senza alcun costo, mantenendo la possibilità di continuare a versare le rate sino alla naturale scadenza del piano.

Come funziona

Scelta la linea d’investimento e stabilito l’importo della rata, ogni volta che si effettua il versamento vengono assegnate un certo numero di quote in base al valore delle stesse al momento dell’investimento. Supponiamo di aver scelto una rata di 100,00 euro al mese e la linea d’investimento”Beta bilanciata”, se al momento del versamento una quota del fondo “Beta bilanciato” ha un valore di 10,00 euro vengono assegnate 10 quote (100,00 : 10,00). Al versamento successivo il valore della quota è sceso a 6,00 euro, versando sempre una rata di 100,00 euro vengono assegnate 16,67 quote (100,00:6,0). Le quote accumulate saranno quindi 26,67 (10,0 + 16,67). In caso di disinvestimento parziale di 50,00 euro, con valore della quota pari a 7,0 euro, le quote  a disposizione saranno 9,52 ( 50,0 : 7 = 7,15 quote rimborsate; 16,67 – 7,15 = 9,52 quote rimanenti). E così via.

I vantaggi

Oltre alla massima flessibilità il PAC offre una serie di altri vantaggi per il risparmiatore. Tra questi due sono sicuramente di rilevante importanza: quello di tipo “emotivo” e quello di “ottimizzazione” del risultato. Investire attraverso la formula PAC consente di evitare l’insidia più pericolosa: quella della scelta del tempo d’investimento sul mercato. Investire in un’unica soluzione (PIC), infatti, implica il rischio di acquistare nel momento meno opportuno (mercato in rialzo). per esempio chi avesse investito 10.000,00 euro nel mese di agosto 2008 in fondi azionari area euro, se ne sarebbe ritrovati 7.600,00 dopo soli 3 mesi (-24%) e addirittura 7.100 dopo 6 mesi (-29%); a fine febbraio 2013, ovvero 4 anni e mezzo dopo, non avrebbe ancora recuperato il capitale investito in quanto il valore delle quote sarebbe stato di 9.400,00 euro (- 6%). Investendo attraverso il PAC, invece, è possibile distribuire il capitale nel tempo in modo rateale e “mediare” quindi il prezzo d’acquisto. Se il mercato scende si può sfruttare l’occasione delle basse quotazioni e investire di più, e viceversa.

Abbiamo provato a calcolare l’efficacia della formula PAC, dal punto di vista dell’ottimizzazione del rendimento, nei 5 anni che vanno da febbraio 2008 a febbraio 2013, ipotizzando un investimento mensile di 100,00 euro per un totale di 6.000,00 euro (60 mesi x 100,00 euro), in un fondo azionario area euro e in fondo monetario sempre area euro. Da notare che i 5 anni esaminati l’indice dei fondi azionari area euro ha segnato una perdita del 13,50% ( – 2,90% composto annuo) mentre l’indice dei fondi monetari area euro un progresso del 7% (+ 1,3% medio annuo). Alla fine dei 5 anni di versamento il sottoscrittore del fondo azionario avrebbe accumulato quote per un valore di 6.624,00 euro pari a un rendimento medio annuo composto del + 3,22% mentre quello del fondo monetario non sarebbe andato oltre i 6.307,00 euro ( + 1,32%).

I risultati ottenuti si spiegano con le differenti dinamiche dei mercati sottostanti: mentre quello del fondo monetario è stato nei 5 anni più o meno lineare e al rialzo, quello relativo al fondo azionario è stato caratterizzato da una forte correzione nel periodo 2008 – 2009 e una ripresa delle quotazioni dal 2009 al 2013 sebbene non del tutto lineare. Nella tabella che segue mostriamo il capitale accumulato e il rendimento medio annuo di un PAC da 100,00 euro mensili dal 28 febbraio 2008 al 28 febbraio 2013 (totale investimento = 6.000,00 euro) investito nei principali indici. Il rendimento del PIC invece indica il rendimento medio annuo di un investimento in un’unica soluzione effettuato il 28 febbraio 2008 e disinvestito il 28 febbraio 2013.

Quanto hanno reso i PAC in fondi dal 2008 al 2013

                                                                        rendimento annuo

                                                     capitale         PAC            PIC

indice fondi generale               6.593             3,04%          1,85%
indice fondi azionari                6.955             5,07%          – 0,36%
indice fondi bilanciati              6.730            3,83%           1,81%
indice fondi monetari              6.303            1,30%            1,36%  
indice azionari America          7.836            9,43%            4,75%
indice azionari area Euro        6.624            3,22%          – 2,85%
indice azionari Italia               5.882           – 1,47%          – 7,11%  

Non sempre con il PAC si guadagna

C’è un altro punto da chiarire, il versamento effettuato attraverso il PAC non garantisce che si possa sempre guadagnare. Sempre restando ai 5 anni esaminati si scopre infatti che un PAC in un fondo azionario Italia avrebbe perso l’1,47% medio annuo, una perdita in ogni caso molto meno negativa rispetto a quella che si sarebbe ottenuta tramite la formula PIC ( – 7,11% annua composta).

La tabella che segue mostra, per ogni Paese e per scale temporali differenti, la percentuale di PAC che ha restituito almeno il capitale investito

PAC

La formula PAC può essere utilizzata sia per investire in fondi comuni d’investimento, sia in polizze vita ma anche e soprattutto in strumenti di previdenza complementare. 

Elaborazioni infoPrevidenza su dati Gente Money