Qualche informazione in più sulla pensione del medico

mediciINPS, INPDAP, ENPAM, Gestione Separata che confusione…. ma a quale ente deve versare i contributi un medico dipendente?

Iniziamo questo approfondimento chiarendo che:

  • l’Ente di previdenza per tutti  i medici è l’ENPAM
  • il medico dipendente pubblico è obbligatoriamente iscritto anche all’INPS (ex – INPDAP)
  • il medico in formazione specialistica è obbligatoriamente iscritto anche presso la Gestione Separata dell’INPS
  • tutte le altre categorie di medici versano i contributi in specifici fondi istituiti presso l?ENPAM

Cos’è l’ENPAM

E’ una Fondazione di diritto privato, senza scopo di lucro, che ha come obiettivo quello di assicurare la pensione e l’assistenza a favore dei suoi iscritti. Istituito nel 1932, trasformato nel 1956 in Ente di diritto pubblico, appunto Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici – ENPAM, modificato con decreto legge n. 509 del 1994 nell’attuale Fondazione privata.
Contribuiscono obbligatoriamente al versamento dei contributi all’ENPAM tutti i medici in quanto tali e in quanto iscritti all’Ordine professionale ognuno per il proprio ruolo.
Compito dell’ENPAM è di mettere a reddito i contributi versati dagli iscritti e il patrimonio per erogare, una volta maturati i requisiti, le prestazioni previdenziali e assistenziali previste. Anche l’ENPAM si basa sulla solidarietà generazionale, un patto che si proietta nel futuro, chi lavora paga con i suoi contributi la pensione a chi ha cessato di lavorare, maturando lo stesso trattamento quando a sua volta cesserà l’attività.

I Fondi ENPAM

L’ENPAM assicura le prestazioni attraverso la gestione di quattro Fondi interni:

  1. il Fondo di previdenza generale
  2. il Fondo dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, pediatri di base e medici aventi un rapporto professionale con il Servizio Sanitario Nazionale
  3. il Fondo degli specialisti ambulatoriali, aventi rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale
  4. il Fondo degli specialisti esterni aventi rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale

Il Fondo di previdenza generale

Il Fondo di previdenza generale è costituito, a sua volta, da due quote, la quota A e la quota B.
Alla quota A sono obbligatoriamente iscritti tutti i medici e odontoiatri contestualmente iscritti all’Ordine indipendentemente dal tipo di attività svolta. I contributi sono versati in quota fissa, indicizzata all’ISTAT e per scaglioni di età.
Alla quota B sono invece iscritti i medici che svolgono la libera professione, compresa l’attività intramoenia dei dipendenti ospedalieri. La contribuzione è dovuta in percentuale sul reddito professionale prodotto, attualmente pari al 14,50% sino all’importo di 100.323,52 euro e l’% sul reddito eccedente.

Prestazioni, analisi comparativa ENPAM – INPS

Con il regolamento invigorì sino al 2013, mille euro di contribuzione versati all’ENPAM generavano 90 euro di pensione annua, mentre mille euro di contribuzione versata all’INPS rendono 54 euro di pensione annua. A seguito della riforma approvata nel 2013, al fine di garantire l’equilibrio finanziario a 50 anni richiesto dal decreto “salva Italia”, la pensione derivante da mille euro di contribuzione è stata ridotta a 61 euro annui, in ogni caso sempre più vantaggiosa rispetto ai 54 euro dell’INPS.

Ricordiamo che se non ci fosse la quota B dell’ENPAM, i medici dipendenti dovrebbero versare i contributi alla Gestione Separata INPS per il reddito prodotto dall’attività libero professionale, con un aliquota del 24%.

Per quanto riguarda la pensione di invalidità assoluta e permanente dal 1° gennaio 1998 è garantita una prestazione minima annua di 14.613,00 euro.

La pensione ai superstiti garantita al coniuge per l’ENPAM è pari al 70% di quella maturata, indipendentemente dal reddito, per l’INPS è pari al 60% e si riduce in proporzione al reddito del coniuge superstite.