La pensione supplementare: un’alternativa alla totalizzazione

supplementarePuò succedere, e accadrà sempre più spesso, che un lavoratore abbia maturato nel corso della vita lavorativa posizioni contributive presso gestioni pensionistiche diverse. In tal caso, oltre alla possibilità di ricorrere alla ricongiunzione, alla totalizzazione e al cumulo gratuito, ai lavoratori dipendenti del settore privato cui sia stata già liquidata una pensione principale viene concessa la facoltà di chiedere la liquidazione di una pensione supplementare, una seconda quota di pensione che va ad aggiungersi a quella già percepita.

Limitazioni

Se la pensione principale maturata è erogata dalla Gestione Separata oppure da una Cassa di previdenza dei liberi professionisti la pensione supplementare non può essere richiesta. In tal caso, per evitare che i contributi versati siano persi è bene valutare l’opportunità di chiedere la ricongiunzione o la totalizzazione.

L’età

La pensione supplementare può essere erogata al compimento dell’età pensionabile di vecchiaia (come fissata dalla riforma Fornero) fermo restando la cessazione dell’attività lavorativa come dipendente. In pratica è necessario attendere i 66 anni e 7 mesi per gli uomini e i 65 e 7 mesi per le donne, requisiti che si adegueranno periodicamente alle aspettative di vita. Ricordiamo inoltre che la pensione supplementare non è integrabile al trattamento minimo.

La Gestione Separata

Anche la Gestione separata eroga una pensione supplementare qualora l’iscritto abbia già conseguito una pensione principale. E, peraltro, in misura più estensiva in quanto vengono ammessi anche i titolari di pensione a carico di una Cassa di liberi professionisti:
L’articolo 1, comma 2, del DM 282/1996 prevede infatti che qualora “gli iscritti alla gestione non raggiungono i requisiti per il diritto ad una pensione autonoma, ma conseguono la titolarità di un trattamento pensionistico a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, delle forme esclusive e sostitutive della medesima, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, di cui alla legge n. 233 del 1990, nonché delle gestioni previdenziali obbligatorie dei liberi professionisti hanno diritto alla liquidazione della pensione supplementare”

Anche in tal caso bisogna raggiungere l’età della vecchiaia prevista nella gestione separata (66 anni e 7 mesi gli uomini e 66 anni e e mesi le lavoratrici parasubordinate). La prestazione può essere liquidata anche se il relativo importo risulta inferiore all’importo minimo richiesto per le prestazioni contributive (1,5 volte l’assegno sociale) (Cfr. messaggio inps 219/2013).

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La misura della pensione

Il sistema di calcolo della pensione supplementare è in funzione delle regole in vigore. Se, quindi, i contributi da valorizzare risultano versati prima del 1996 il calcolo sarà effettuato con le regole retributive, se risultano collocati successivamente al 1995 la misura della pensione viene calcolata con il sistema contributivo e questo accade anche nel caso siano presenti almeno o più di 18 anni al 31 dicembre 1995.