La previdenza complementare del dipendente pubblico

dipendenti pubblici

dipendenti pubblici

La riforma della previdenza complementare attuata con il decreto n. 252/2005, non ho finire trovato applicazione per il settore pubblico a causa del mancato esercizio della delega prevista nella legge n. 243/2004. Il decreto stesso ha previsto che  ai fondi pensione negoziali rivolti ai dipendenti pubblici sia applicata la precedente normativa contenuta nel decreto n. 124/1993. Vediamo le cose principali da conoscere sui Fondi pensione nel pubblico impiego.

Adesione

La partecipazione è volontaria e avviene sulla base dei contratti collettivi di riferimento ed è consentita solamente a coloro che appartengono alle categorie di lavoro a cui si applica il contratto o l’accordo istitutivo del Fondo di riferimento.

I dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001 con la sottoscrizione del modulo di adesione optano obbligatoriamente per il passaggio del TFS (trattamento di fine servizio, buonuscita, indennità premio fine servizio o indennità di anzianità) al TFR (trattamento di fine rapporto). Questi lavoratori, cosiddetti “optanti” possono esercitare tale opzione entro il 31 dicembre 2015

I dipendenti pubblici a tempo determinato o assunti a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2001, ai quali si applica già automaticamente l’istituto del TFR, non devo pertanto esercitare alcuna opzione per iscriversi al fondo di categoria.

Contribuzione

Durante la fase di adesione al Fondo pensione il lavoratore vedrà confluire sulla posizione individuale costituita presso il Fondo cui è iscritto le seguenti risorse reali:

  1. contributo del datore di lavoro;
  2. contributo personale;
  3. rendimenti conseguiti.

L’ammontare dei contributi è determinato in riferimento alla retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR oppure su di una base più ridotta indicata dalla contrattazione collettiva.

Per coloro che si iscrivono nel primo anno di vita del Fondo, gli accordi istitutivi possono prevedere un contributo aggiuntivo a carico del datore di lavoro (non superiore a quello ordinario) per 12 mesi; per coloro che si iscrivono nel secondo anno di attività del fondo, tale contributo aggiuntivo non può superare il 50 per cento del contributo ordinario.

Su un altro conto, di natura figurativa tenuto presso l’INPDAP sono invece contabilizzati gli accantonamenti delle quote del TFR che non sono versate al fondo man mano che maturano ma sono accantonate figurativamente presso l’INPDAP, il quale, al termine del rapporto di lavoro, le conferisce al Fondo pensione.

La quota di TFR da conferire varia in funzione della data di assunzione del lavoratore:

  • per i lavoratori a tempo determinato e per quelli assunti a tempo indeterminato a partire dal 1° gennaio 2001, viene destinato l’intero TFR che matura ogni anno (il 6,91%);
  • per i lavoratori a tempo indeterminato già in servizio alla data del 1° gennaio 2001 e che hanno esercitato l’opzione, viene destinata una quota di TFR non superiore al 2 per cento della retribuzione base di riferimento (in sostanza il 4,91% resta in azienda). Per i medesimi lavoratori optanti per il TFR, è previsto un ulteriore accantonamento figurativo pari all’1,5% della base contributiva di riferimento ai fini del TFS.

La rivalutazione del TFR accantonato virtualmente presso l’INPDAP è inizialmente legata alla media ponderata dei risultati conseguiti da un gruppo di fondi negoziali, individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 dicembre 2005; quando il fondo pensione raggiunge una struttura finanziaria consolidata, l’INPDAP applica invece il rendimento effettivo realizzato dal fondo pensione stesso.

Prestazioni

La disciplina delle prestazioni erogate dai fondi negoziali per dipendenti pubblici è quella prevista dal decreto n. 124/1993. Di conseguenza i dipendenti pubblici che aderiscono aun fondo negoziale hanno regole di accesso alle prestazioni, ai riscatti, ai trasferimenti e alle anticipazioni diverse rispetto agli altri lavoratori. Tali regole sono descritte di seguito:

  • prestazione di vecchiaia

può essere corrisposta dopo almeno 5 anni di partecipazione e in base alla maturazione dei requisiti previsti (età anagrafica) nel regime obbligatorio di appartenenza;

  • prestazione di anzianità

può essere corrisposta dopo almeno 15 anni di partecipazione e con un’età anagrafica che non può essere inferiore di oltre 10 anni a quella prevista per la vecchiaia;

  • anticipazione

ad esclusione di quanto figurativamente maturato nel conto INPDAP, può essere concessa:

dopo almeno 8 anni di partecipazione, anche per l’intero importo maturato, per spese sanitarie, terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, ovvero per l’acquisto della prima casa di abitazione, per se’ o per i figli o per la realizzazione di altri interventi, relativamente alla prima casa.

  • riscatto

è consentito quando vengono meno i requisiti di partecipazione alla forma pensionistica prima del raggiungimento dell’età pensionabile e in caso di premorienza, a favore degli eredi o beneficiari designati.

Regime fiscale

Il trattamento fiscale è quello previsto dal decreto n. 47/2000, non allineato a quello più favorevole del decreto 252/2005.

Deduzione dei contributi

i contributi versati sono deducibili per il minor importo tra:

  • il doppio del TFR versato nell’anno;
  • il 12 per cento del reddito complessivo annuo;
  • l’importo di 5.164,57 euro.

Tassazione delle prestazioni

L’imponibile è sempre rappresentato dai contributi dedotti in fase di adesione e dal TFR conferito.

  • anticipazioni

sono soggette a “tassazione separata” con l’aliquota media degli ultimi 5 anni d’imposta; tale aliquota non può comunque essere inferiore all’aliquota minima applicata sui redditi delle persona fisiche (IRPEF);

  • rendita

concorre a formare il reddito imponibile ed è quindi tassata con l’aliquota marginale IRPEF;

  • capitale

soggetta a “tassazione separata” a condizione che l’importo non superi un terzo del montante complessivamente maturato; lo stesso criterio si applica anche in caso di premorienza dell’iscritto, nonché in caso di perdita dei requisiti di partecipazione che non dipenda dalla volontà dell’iscritto.