Come non perdere i contributi versati nella Gestione Separata INPS

gestione separataI contributi versati nella gestione separata INPS, anche se pochi, non sono persi: esistono infatti, diverse possibilità che consentono di cumularli con i contributi versati in altre gestioni, per poter maturare il diritto ad una pensione autonoma.

Si tratta del:

  • cumulo contributivo,
  • totalizzazione,
  • supplemento di pensione,
  • pensione supplementare.

Grazie a tali possibilità, non solo la contribuzione versata non è perduta, ma è anche possibile raggiungere un diritto alla pensione che, secondo quanto è stato versato nelle altre gestioni, altrimenti non esisterebbe. 

Sono sempre di più, infatti, i lavoratori che hanno rapporti discontinui, periodi come parasubordinati, periodi di lavoro accessorio (i famosi voucher, o buoni lavoro) o partite Iva senza cassa: per tutti questi lavori atipici, la contribuzione versata va a finire nel calderone della Gestione Separata. Un vero e proprio tesoro per l’Inps, poiché, vista l’età media degli iscritti, relativamente giovane, e visto il calcolo contributivo dei trattamenti a carico di tale cassa, sono veramente poche, e molto basse, le pensioni pagate sinora, in rapporto ai contributi versati. Inoltre, se annualmente non è versato un ammontare almeno pari al minimale di artigiani e commercianti, l’accredito dell’anno intero non è effettuato. Peraltro, non è consentito ricongiungere i contributi della Gestione Separata ad altre casse, ma solo totalizzarli, o effettuare il cumulo dalla gestione dipendenti alla Gestione Separata: vediamo insieme, nel dettaglio, tutele possibilità per non perdere i contributi versati.

Cumulo

Un decreto del 1996 (282/1996), attuativo della famosa Riforma Dini (legge 335/1995), prevede la possibilità di cumulare i contributi da lavoro dipendente (versati presso l’Ago- Assicurazione generale obbligatoria- o presso le forme sostitutive della medesima) e da lavoro autonomo (gestione artigiani e commercianti) nella Gestione Separata, alle medesime condizioni dell’Opzione Contributiva Dini: ciò significa, in pratica, che tutto il trattamento, compreso quello maturato al di fuori della Gestione Separata, sarà determinato esclusivamente in regime di calcolo contributivo, e che i requisiti di età e contribuzione saranno pari a quelli previsti dalla vecchia Opzione Contributiva. Pertanto, per avvalersi della possibilità, dovrà essere stata raggiunta l’età per la pensione di vecchiaia, con i requisiti post- Fornero. 

Totalizzazione

La totalizzazione (legge 42/2006) consente di sommare i contributi tra più gestioni, ed è applicabile sia alla pensione di vecchiaia, che a quella d’anzianità ,con requisiti differenti da quelli previsti dalla Legge Fornero; i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia in totalizzazione sono:  65 anni e 7 mesi dal 2016 al 2018.
Per ottenere la pensione d’anzianità con la totalizzazione, invece, occorrono 40 anni e 7 mesi dal 2016 al 2018.
È necessaria, però, l’attesa di una finestra di 12 mesi per i dipendenti, e di 18 mesi per gli autonomi, o per chi ha contribuzione mista autonomo-dipendente (il caso, appunto, degli iscritti alla Gestione Separata). Anche in questo caso il calcolo della pensione avviene interamente col metodo contributivo, in proporzione a quanto accreditato in ogni fondo o cassa, a meno che non si raggiunga il diritto ad un’autonoma pensione in una delle gestioni nella quale sono versati i contributi, purchè si tratti di una gestione Inps o Inpdap; nella Gestione Separata il calcolo pro quota è comunque contributivo. 

Pensione supplementare

La pensione supplementare nella Gestione Separata (messaggio Inps n. 219/2013) può essere richiesta qualora non si maturi, nella gestione stessa, il diritto ad un’autonoma pensione, ma si percepisca un trattamento a carico della Gestione lavoratori dipendenti, autonomi, delle casse professionali, o delle forme sostitutive o esonerative degli stessi. Sarà necessario, però, avere i requisiti d’età per la pensione di vecchiaia vigenti dopo la Riforma Fornero, ed avere un trattamento non superiore a 1,5 volte l’assegno sociale

Supplemento di pensione

Qualora si continui a versare contributi, dopo aver già ottenuto una pensione presso la gestione separata, si avrà diritto ad un supplemento di pensione (Circolare Inps 112/1996), se sono trascorsi almeno due anni dalla data di decorrenza della pensione; per gli ulteriori supplementi, si dovranno attendere cinque anni dalla decorrenza del precedente supplemento. Non esistono, in merito all’età pensionabile, particolari requisiti.