TFR: cosa succede quando si cambia azienda

TFRQuando accade che un lavoratore dipendente, proveniente da un altra a azienda nella quale era assunto a tempo indeterminato, venga assunto uno degli aspetti da gestire riguarda il trattamento di fine rapporto (TFR). A stabilire le regole in tema di destinazione del TFR alla previdenza complementare alle quali sono chiamati il nuovo, ma anche il vecchio datore di lavoro, è la COVIP.

Il nuovo datore di lavoro

Il nuovo datore di lavoro dovrà richiedere al nuovo assunto una dichiarazione che attesti la scelta effettuata in tema di TFR nei precedenti rapporti lavorativi: se ha destinato il TFR ad una forma di previdenza complementare o se è stato lasciato in azienda. Dovrà inoltre:

  • comunicare adeguatamente al lavoratore quali sono le opzioni disponibili per il TFR
  • fornire l’apposito modulo al lavoratore che, nei precedenti rapporti, ha destinato il TFR alla previdenza complementare e successivamente ha perso i requisiti per parteciparvi, senza riscattare la propria posizione
  • conservare la dichiarazione del lavoratore
  • attestare le scelte del lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro

Il precedente datore di lavoro

Il precedente datore di lavoro dovrà fornire una dichiarazione che confermi la scelta fatta del lavoratore, da allegare alla dichiarazione stessa del dipendente. Qualora non fosse possibile ottenere questa dichiarazione , il lavoratore potrà documentare la scelta effettuata presentando la copia del modulo sottoscritto a tempo debito, o del modulo di adesione ad una forma di previdenza complementare.

I doveri del lavoratore

Il lavoratore dovrà:

  • consegnare al nuovo datore di lavoro la dichiarazione relativa alla scelta di destinazione del proprio TFR operata nei precedenti rapporti lavorativi
  • effettuare una scelta, tra le opzioni possibili, per la destinazione del TFR

Destinazione del TFR

Ricordiamo quali sono le opzioni possibili per la destinazione del TFR, nel caso in cui il lavoratore cambi azienda, nelle diverse casistiche:

  • chi nel precedente rapporto di lavoro aveva lasciato il TFR in azienda può confermare questa opzione o decidere di conferirlo alla previdenza complementare
  • chi nei precedenti rapporti di lavoro aveva destinato il TFR alla previdenza complementare e ha riscattato interamente la posizione al momento della cessazione di quel rapporto, deve attestare di aver completato questa procedura ed effettuare una nuova scelta entro sei mesi dall’assunzione. In caso contrario, ovvero se il lavoratore non effettua la sua scelta entro sei mesi, dal mese successivo il TFR sarà destinato integralmente al fondo negoziale di categoria o, in mancanza di esso, all’apposito fondo istituito presso l?INPS (Fondinps), mentre la quota maturata nei primi sei mesi resterà in azienda
  • chi ha destinato l’intero TFR ad una forma di previdenza complementare senza aver riscattato la posizione maturata può mantenere tale scelta, se valida anche per il nuovo datore di lavoro o indicare una nuova scelta entro sei mesi dall’assunzione, se il nuovo rapporto di lavoro fa perdere i requisiti di iscrizione al fondo. Gli effetti di questa decisione saranno validi a partire dalla data di assunzione. Nel caso in cui non faccia la sua scelta entro questo termine, il TFR che matura a partire dalla date di assunzione verrà destinato integralmente al fondo pensione negoziale o, in mancanza, al Fondinps
  • Chi aveva destinato una parte del TFR alla previdenza complementare e non lo ha riscattato al momento della cessazione del rapporto di lavoro, può mantenere questa opzione, nella stessa misura, se il contratto collettivo nazionale di lavoro è lo stesso applicato o se il nuovo lo consente. Il resto del TFR resta in azienda. In alternativa il lavoratore può scegliere di destinare integralmente il TFR al fondo prescelto. Tali scelte andranno effettuate entro sei mesi dalla data di assunzione, con effetto dallo stesso termine. Nel caso in cui il lavoratore non eserciti alcuna opzione entro sei mesi, il TFR andrà integralmente al fondo pensione negoziale o, in mancanza, al Fondinps.

Il modulo

La COVIP fornisce il modulo per i lavoratori riassunti che avevano conferito il TFR alla previdenza complementare in relazione a precedenti rapporti di lavoro e che, in seguito alla perdita dei requisiti di partecipazione al fondo cui erano iscritti, non hanno riscattato integralmente la posizione.