Un futuro di povertà per gli iscritti all’EPAP

pensioni riccheLa pensione futura di un libero professionista italiano medio non supererà gli 800,00 euro mensili, ma per gli iscritti all’EPAP (Ente di previdenza pluricategoriale) gli assegni potrebbero essere ben più magri, in media del 35% rispetto ad altre professioni.

Il recente annuncio del Presidente dell’INPS sull’invio della “Busta arancione” e il numero crescente delle trasmissioni televisive aventi come tema centrale le pensioni degli italiani, denotano una preoccupazione crescente in merito agli effetti che il sistema di calcolo contributivo avrà sul tenore di vita dei futuri pensionati.

Osservando i fax simile sul calcolo delle pensioni, oramai pubblicati su tutti i maggiori quotidiani nazionali, si osserva che su una retribuzione di 1.651,00 euro mensili si avrà una pensione di circa 650,00 euro con un tasso di sostituzione pari al 39%. Ogni futuro pensionato dovrà considerare principalmente il proprio “tasso di sostituzione”, ossia il rapporto percentuale tra la prima rata di pensione presunta e l’ultima retribuzione o reddito percepito ed individuare quale soluzione adottare per aumentare questo rapporto.

Ed è proprio la correlazione diretta tra contributi versati e pensione che sta evidenziando come in uno scenario prossimo venturo la maggior parte dei liberi professionisti possano diventare i nuovi poveri.

Ormai da diversi anni, tutte le casse di previdenza stanno cercando di trovare delle soluzioni per dare la possibilità ai propri iscritti di aumentare la percentuale di contributi versati sopra il minimo previsto per legge in modo sostenibile senza, peraltro, compromettere i redditi attuali.
Analizzando in modo più dettagliato le soluzioni adottate dalle casse di previdenza della Rete delle Professioni Tecniche (che comprende la Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati/ENPAIA, l’ EPAB – Ente Nazionale di previdenza ed Assistenza dei Biologi, l’EPPI – Ente Previdenziale dei Periti Industriali, l’ EPAP, Ente di Previdenza ed Assistenza Pluricategoriale, la Cassa di previdenza dei Periti Agrari/ENPAIA e la CIPAG Cassa di Previdenza ed Assistenza Geometri), si osserva che la soluzione maggiormente utilizzata è stata quella di innalzare gradualmente il contributo soggettivo obbligatorio a carico dell’iscritto, come meglio evidenziato nella tabella sotto riportata. 

pensioni professionisti

A questa misura viene associata la facoltà, per il singolo iscritto, di aumentare, in forma volontaria, la propria percentuale di contribuzione fino ad un valore massimo che varia tra le diverse casse.

Dal quinto rapporto AdEPP sulla previdenza privata dal titolo “ il valore sociale delle casse di previdenza private”, emerge che il reddito medio annuo dei liberi professionisti italiani, nel 2014, è stato pari a 31.462,34 euro.

Reddito apparentemente elevato, se valutato all’attualità, ma del tutto inadeguato con le attuali soglie di contribuzione a garantire una pensione dignitosa.

Infatti, ipotizzando che il reddito di 31.462,34 euro sia stato costantemente percepito dal libero professionista per un periodo di 35 anni e che su questo:

  • si applichi l’aliquota del contributo soggettivo maggiormente utilizzata nei prossimi anni, ossia il 15%;
  • siano state effettuate le rivalutazioni di legge

Si avrebbe un montante di poco superiore ai 165.000,00 euro, con una pensione lorda di circa 760,00 per tredici mensilità, con un tasso di sostituzione compreso tra il 32 ed il 34%.

Quanto prospettato evidenzia in modo chiaro le difficoltà che, attualmente, incontra un professionista per rendere perlomeno decorosa la propria vita al temine dell’età lavorativa.

Però tra tutte le casse di previdenza prima citate, solo l’EPAP e la gestione separata ENPAIA degli Agrotecnici e dei Periti Agrari, hanno mantenuto un contributo soggettivo pari al 10%.

Una percentuale nettamente inferiore di circa 1/3 a quella applicata dalle altre casse di Previdenza appartenenti alla Rete delle Professioni Tecniche.

Dal quinto rapporto AdEPP precedentemente citato, si evince che il contributo SIS (ossia la somma del contributo soggettivo e del contributo integrativo, non essendo presente il contributo di solidarietà) per gli Agrotecnici è pari a 1.310,00 euro mentre quello dei Periti Agrari ammonta a 2.389,00 euro.

Importo nettamente inferiore al contributo soggettivo calcolato sul reddito medio dei liberi professionisti per l’anno 2014 (aliquota del contributo soggettivo del 15%) pari a circa 4.719,00 euro.

La situazione dell’EPAP, l’Ente di Previdenza ed Assistenza Pluricategoriale in cui sono presenti gli Attuari, i Chimici, i Dottori Agronomi e Dottori Forestali ed i Geologi è più articolata in quanto il reddito medio desunto dal contributo soggettivo versato da ogni iscritto è estremamente differente tra le categorie professionali rappresentate che, peraltro, hanno consistenze numeriche molto diverse.

Dalla lettura del Bilancio EPAP 2014 emerge che le categorie professionali più numerose presenti nella cassa sono I Dottori Agronomi e Dottori Forestali ed i Geologi, seguiti dai Chimici e dagli Attuari come meglio evidenziato nella tabella sotto riportata.

epap pensionati

In termini percentuali i Dottori Agronomi e Dottori Forestali rappresentano circa il 46% degli iscritti alla cassa , i Geologi circa il 42% i chimici l’ 11% e gli Attuari meno dell’1%.

Inoltre, sempre dal Bilancio EPAP 2014 è possibile ricavare la media dei contributi soggettivi versati da ogni categoria professionali.

Scomponendo i dati si vede una situazione reddituale e contributiva fortemente eterogenea tra gli iscritti. Le categorie maggiormente rappresentate, Dottori Agronomi e Dottori Forestali e Geologi, versano mediamente alla Cassa meno di 2.000,00 di contributo soggettivo all’anno, i Chimici quasi 3.000,00 euro e gli Attuari quasi 7.000,00 euro.

Il tutto è meglio evidenziato nel grafico sottostante che riporta i contributi versati dalle 4 categorie negli ultimi 10 anni (elaborazione dati bilancio EPAP 2014).

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Azzurro = Attuari; Rosso = Chimici; Viola = Geologi; Verde = Agronomi e Forestali

Appare evidente che i soggetti aventi redditi così bassi (circa il 35 % in meno del reddito medio del libero professionista appartenete alla Rete delle Professioni Tecniche) avrebbero la necessità di vedere incrementati i loro montanti o attraverso rivalutazioni dei montanti più alte o tramite versamenti più elevati .

Le soluzioni attualmente percorribili, per ovviare a questa situazione, sono le seguenti:

  • Aumento del contributo integrativo.
  • Aumento del contributo soggettivo.
  • Aumento del coefficiente di rivalutazione dei montanti.
  • Ricorso a forme di previdenza complementare/polizza vita.

Queste soluzioni potrebbero essere applicate sia singolarmente sia contemporaneamente.

Resta da valutare attentamente la convenienza di ciascuna soluzione sia da un punto di vista del rendimento sia del trattamento fiscale.